Inizio

  Ettore Majorana classe 1906   Rolando Pelizza classe 1938   

Sono Rolando Pelizza e questa vicenda ebbe inizio nel 1958, quando avevo venti anni.

Dopo un breve periodo di frequentazione con il Prof. Majorana e di apprendimento dei “Suoi” rivoluzionari principi di matematica e fisica, Egli mi disse: “se decidi di seguire i miei insegnamenti, sappi che dovrai lavorare intensamente, ed a risultato raggiunto potresti avere molti problemi”.

Accettai senza tentennamenti e riserva alcuna: ero entusiasta e lusingato di quanto mi stava accadendo.

Oggi sono trascorsi 59 anni e la predizione di Ettore si è pienamente avverata.

Il breve filmato che precede è stato ripreso il 5 agosto 1996 e rappresenta uno dei miei incontri con Ettore Majorana.

Con grande amarezza premetto questa dichiarazione, giustificata dai contenuti allegati.

Oltre mezzo secolo di studi, da parte di Ettore Majorana, e mie sperimentazioni hanno coronato il nostro sogno di dare all’Umanità la “macchina”, come mezzo per vivere in pace e benessere in un mondo migliore.

Partendo da “nuovi” principi di matematica e fisica che non trovano riscontro nelle attuali conoscenze, è stato possibile progettare e realizzare una macchina delle dimensioni di poco oltre i cinquanta centimetri per lato, alimentata da una batteria di 12 volt, con la possibilità di programmarla per creare calore da impiegare anche per la produzione di energia elettrica a costo zero in grande quantità, trasmutare la materia in altro materiale (esempio: ferro in rame o altro), intervenire per ricostruire lo strato di ozono mancante, eliminare l’anidride carbonica ed altri componenti che aumentano il riscaldamento globale, al fine di evitare le disastrose catastrofi naturali che purtroppo avverranno nei prossimi anni, come pure per altre straordinarie possibilità in fase di avanzati studi.

Tuttavia, di tutti questi benefici, l’Umanità ne viene privata.

Com’è accaduto?

Nel rendere pubbliche le mie vicende, e specialmente gli esperimenti da me eseguiti, ho sempre insistito e mi sono raccomandato che fossero messi in evidenza gli scopi di questa mia scelta, ovverossia:

  • che questo fosse l’unico modo per rendere tutti consapevoli della grande opportunità che potrebbe offrire la macchina, da me costruita su indicazioni di Ettore Majorana, di cui si è detto molto in tante altre pubblicazioni;
  • che il grande merito scientifico dell’elaborazione della teoria fisica sulla quale si basa la macchina, ed attorno alla quale gravitano tutte le mie vicissitudini, non è dovuto a me, bensì ad Ettore Majorana;
  • che ancor prima e soprattutto, questa macchina è da considerarsi un grande dono che Dio ha concesso a tutta l’Umanità, dono che non dovrà mai essere utilizzato per accrescere il potere di questo o quell’altro “grande” della terra, sia come Stato o altro “centro di potere”, ma che dovrà invece essere gestito a vantaggio di tutti gli esseri del creato, proiettandoli verso un futuro migliore, o meglio, per quanto dirò in seguito, garantendogli la “possibilità” di un futuro che si trova ormai ad altissimo rischio.

Purtroppo la macchina, questo straordinario ritrovato tecnologico, già dai primi esperimenti non fu considerata come strumento utile all’intera Umanità, bensì prima di tutto e pressoché unicamente come “arma”, dagli effetti sconvolgenti ed in grado di modificare gli equilibri mondiali, con la conseguenza che si scatenarono tante bramosie di potere, costellate da una serie infinita di segreti “intrighi”, che ancor oggi permangono, sia pure in forma diversa.

Premo evidenziare siffatta affermazione, per sottolineare come sia ormai indiscutibile la mia conoscenza e saltuaria frequentazione con Ettore Majorana, che considero  dimostrata, sia direttamente con foto, filmati e documenti eccezionali presenti in questo blog (maggiori dettagli sono presenti nei libri “Il Dito di Dio”, “Il Segreto di Majorana“, “2006: Majorana era vivo!” ), sia indirettamente e concretamente dagli esperimenti da me eseguiti sulle indicazioni del “Maestro”, i quali, restando incomprensibili ancora oggi ai più preparati fisici, possono essere spiegati e giustificati solo con l’indiscusso genio di Majorana.

Purtroppo fin dall’inizio, ci hanno costantemente osteggiato ed impedito qualsiasi iniziativa ed utilizzazione pratica della nostra macchina a beneficio collettivo. Non solo, anche altre attività imprenditoriale di ordinario lavoro aziendale è stato sistematicamente boicottato con ogni mezzo.

Siamo stati oggetto di reiterati e sistematici furti di documenti, materiali, prototipi e macchine già realizzate, fino all’ultimo episodio nel quale si presenta un gruppo armato con l’ordine di “portarci via”, sia io che Ettore Majorana.

Il Maestro si oppone decisamente che io venga allontanato dalla mia famiglia, ed in cambio si offre di seguirli volontariamente. Così è avvenuto insieme a macchine e documenti, sui quali si stava studiando ed aggiornando i codici necessari per la evoluzione della “quarta fase”.

Avrei dovuto seguire l’esortazione del mio Maestro ad abbandonare tutto già nel 2000, ma pervicacemente sono andato avanti fidandomi di promesse ed assicurazioni che non sono state mantenute.

Nel 2007 mi convinsero a mettere in esecuzione un mio ritrovato già inventato nel ’72, relativo ad una spugna idrorepellente in grado di ripulire i mari da sversamento ed inquinamento da idrocarburi, mai praticamente applicato, impegnato com’ero nella evoluzione della macchina. Di conseguenza mi viene organizzata una intervista con il giornalista televisivo Dott. Colavolpe, al duplice fine di contribuire alla pulizia dei mari, ma anche, secondo le garanzie ricevute, per trovare la giustificazione del pagamento, già dovuto, sarebbe servito anche nella realizzazione del progetto “spugna”. Ebbene, l’intervista e la rassegna stampa che ne seguirono sono state poste nel “dimenticatoio”, in quanto l’accordo non è stato rispettato ed il promesso pagamento, dopo innumerevoli rinvii di bimestre in bimestre, a tutt’oggi non è stato reso disponibile. Vedi filmato della trasmissione su RAI2

Ciò nonostante, e nel frattempo, con mille sacrifici reperivo i fondi e costruivo i vari pezzi della macchina, che tuttavia mi venivano sistematicamente sottratti.

Sono così trascorsi alcuni anni, ed in questo momento anche l’ultimo accordo, che prevedeva la sua definizione entro questa estate, ci viene oggi comunicato che sarà ulteriormente rinviato.

Nonostante tutte le traversie e le difficoltà che ho dovuto affrontare per quasi 60 anni, non mi sono mai dato per vinto ed ho sempre perseguito questo progetto, consapevole di avere contro poteri occulti che ti logorano senza mai apparire.

Nel 2014 ho anche rivolto un pubblico appello a tutti gli uomini liberi e di buona volontà. Ho divulgato l’esistenza di questa tecnologia di cui ho dato ampia dimostrazione a ben tre Stati (gli Usa, l’Italia, il Belgio e la stessa NATO); ho anche spiegato le sue applicazioni concrete che possono migliorare, o meglio, oggi, addirittura salvaguardare l’esistenza dell’Umanità, come voleva Ettore Majorana e come voglio io che l’ho realizzata seguendo le sue indicazioni.

Non chiedevo finanziamenti, ma la possibilità di rendere di pubblico dominio la macchina e poterla mettere a disposizione per tutti i possibili usi pacifici, a vantaggio innanzitutto del mio Paese, dell’Europa e di tutto il resto del Mondo: questo mio appello, probabilmente per volontà e contrari interessi superiori è rimasto “lettera morta”.

Nonostante tutto, con caparbietà, ed incurante di intimidazioni e minacce, in questi ultimi tre anni ho tentato più volte di ricostruire la macchina, ma altrettante volte, nelle sue fasi finali, mi sono sempre state sottratte, di cui l’ultima appena sei mesi fa.

Ora sono logorato da tanti anni di ricatti e battaglie con i maggiori gruppi di potere, i quali hanno già avuto, ma continuano a pretendere, gli esclusivi benefici dall’uso di questa macchina!

D’ora in poi mi dedicherò solo allo sviluppo di altre invenzioni tecnologiche, a cominciare dalla “spugna”. Lo devo innanzitutto ai miei cari, a me stesso, ed anche ad Ettore Majorana che già nella sua lettera del 2000 mi aveva esortato ad abbandonare il progetto. La lettera del 2000

Con oggi ho deciso quindi di non fare più nulla, distruggo tutto ciò che mi è ancora rimasto, codici compresi.

Con tanta amarezza, Rolando Pelizza

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